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Tra poco sarà votato il Disegno di Legge Quadro sull'Università. Sono previsti rettori manager, tagli e fondazioni private!


    LaDestra - Come la pensa "chi pensa" a destra

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    Messaggio  Admin il Mer Dic 17, 2008 10:35 pm

    Scuola: No-Gelmini, L. n. 133. Tanta colpevole confusione…


    Tratto da ITALIA SOCIALE Di Antonio Del Prete Il piano del Governo è riuscito.

    Oscurare una finanziaria approvata in nove minuti e mezzo, grondante tagli da tutte le parti, per poi confondere l’aspetto più controverso con un decreto sulla scuola primaria.
    E’ stato ottenuto l’effetto sperato, ossia creare confusione.
    L’opinione pubblica, infatti, non distingue tra L. n. 133 e decreto Gelmini e fa di tutta l’erba un fascio. Anche gli oppositori strumentali, tuttavia, hanno sfruttato l’assist governativo, argomentando il loro NO – Gelmini con la critica ai tagli.
    In questo modo, tuttavia, è vanificata la protesta, poiché viene privata della sua coerenza, delle ragioni fondamentali, della carica di coscienza che potrebbe avere. Le proposte approvate ieri in senato non sono da buttar via, tutt’altro. Si possono naturalmente avere delle riserve sull’istituzione del maestro unico e sulla provincializzazione delle graduatorie (qualcosa alla Lega bisognava pur cedere …).
    Per il resto, le misure adottate dal Ministero della scuola e dell’università segnano una innegabile inversione di tendenza rispetto alla deriva anarchica che sta travolgendo un settore così fondamentale. Talmente fondamentale, però, da non poter essere privato di risorse.

    Gli 8000 mld di tagli all’università sono un crimine.

    Non si può da una parte salvare il fondoschiena alle banche e dall’altra “togliere” alla cultura. Anche se ciò è completamente in linea con il rovesciamento di valori in atto: prima denaro e Potere, poi il sapere. Gli Italiani, dunque, si trovano a pagare le speculazioni dei sanguisuga bancari ed il prosciugamento di risorse “inferto” ad altri settori fondamentali.
    La protesta, in questo senso, è ovvia e sacrosanta.
    L’argomentazione utilizzata dal Governo di aver tagliato per rendere virtuosa la gestione degli atenei, in modo da evitare gli sprechi, sa molto della condotta di colui che per dimagrire lascia il frigorifero vuoto. Sostanzialmente, l’ammissione di una incapacità. E’ inverosimile infatti pensare che dirigenti universitari, i quali, fino a ieri hanno gestito male le risorse a loro disposizione, improvvisamente si trasformino in sapienti amministratori. Probabilmente continueranno a fare danni anche con quei pochi danari rimasti, e gli effetti saranno peggiori.
    Il problema è dunque un altro.
    Si tratta infatti di selezionare la classe dirigente e di porre controlli severi alla sua azione. Non sembra peraltro questo l’intendimento del Governo, il quale, dal canto, suo taglia e privatizza. Ciò non è positivo per gli studenti, per l’università, per la Nazione.
    D’altronde, però, imbrogliando la gente si può far tutto.

    Antonio Del Prete
    Resp. Reg Gioventù Italiana Emilia-Romagna

    http://www.ladestra.info/?p=25013

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