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Tra poco sarà votato il Disegno di Legge Quadro sull'Università. Sono previsti rettori manager, tagli e fondazioni private!


    + Cox - Cops - (ANCHE DENTRO L’UNIVERSITA’…)

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    + Cox - Cops - (ANCHE DENTRO L’UNIVERSITA’…)

    Messaggio  Admin il Mer Feb 18, 2009 11:22 pm

    In questi giorni, con lo sgombero del centro sociale Cox 18 e della libreria Calusca, si è reso ancor più drammaticamente manifesto come Milano presenti un grave problema di spazi di socialità e di produzione di cultura. Dove per cultura, alla nostra semplicità contadina piace intendere quella vera, autentica e sincera che proviene dal basso, che si autofinanzia per non prostituirsi ai ricatti dei patrocini istituzionali. In nome dell’Expo, del “quieto vivere” e del Dio denaro, il comune, la prefettura e la questura vorrebbero fare piazza pulita di questi ultimi retaggi di libertà che coraggiosamente, pur nelle loro contraddizioni e nel loro piccolo, resistono alla progressiva avanzata della mercificazione dei rapporti umani. E con che cosa, lorsignori, vorrebbero sostituire questi luoghi? Semplice, con dei non-luoghi: un nuovo supermercato, una nuova agenzia interinale, una nuova società di consulenza aziendale piuttosto che un nuovo C.P.T. o un nuovo carcere…
    Sì, ma che centra l’università con tutto questo? Purtroppo, che lo si voglia o meno, anche l’università si sta trasformando lentamente in un non-luogo, un semplice esamificio dove si entra solo per consumare una noiosissima lezione ed acquisire crediti che saranno realmente spendibili solamente per quei pochi lacchè che non andranno a lavorare in un call-center…
    In definitiva, potremmo scorgere nelle facoltà universitarie quasi uno specchio, in miniatura, di ciò che accade intorno ad esse, cioè nel resto della città. Ecco spiegato perché a Scienze Politiche il preside racconta da anni la favoletta che non esisterebbero spazi disponibili per fare altro (aggregazione, socialità, produzione di materiali critici); ecco perché è stata chiusa con delle sbarre costosissime (per le nostre tasche, non certo per quelle di chi vi attinge a piene mani) la “vietta” dietro l’aula 10, con l’ennesima, divertentissima favoletta del Checchi che questa volta raccontava di abitanti degli edifici adiacenti che avrebbero chiamato preoccupati i pompieri a causa del fuoco sprigionato dalle sigarette degli universitari… Ed ecco infine perché sgomberano l’aula 26 che era stata liberata e restituita alle esigenze degli studenti…
    Non c’è altra spiegazione: in vista dell’Expo, scienze politiche, assieme alle altre facoltà, DEVE uniformarsi alle operazioni di decoro imposte dal comune, dalla prefettura e dalla questura. Non si spiegherebbe altrimenti la presenza continua e asfissiante della Digos nei cortili, nei corridoi e nelle aule, i rapporti sempre più stretti e quotidiani tra di essa ed il preside. Non si spiegherebbe il tentativo di mettere gli studenti e i gruppi politici gli uni contro gli altri, attraverso un’operazione degna dei tempi dell’inquisizione, con cui 5 studenti sono stati messi alla gogna e minacciati di denuncia per interruzione di pubblico servizio solo perché seduti in un’aula libera da lezioni ed esami…
    Secondo noi, chi interrompe un pubblico servizio è il professore mai presente durante il suo orario di ricevimento, il direttore bibliotecario che chiude alle 18:50 quando la maggioranza degli studenti-lavoratori esce dagli uffici, è il preside che chiude a chiave le aule libere (per poi minacciare di denuncia chi rivendica di entrarvi). Chi si nasconde dietro alla bugia che non ci sarebbero spazi e costringe gli studenti a studiare sui gradini. Chi non concede aule per assemblee e seminari, costringendo gli studenti ad organizzarsi nel gelo del cortile. Interruttore di pubblico servizio è chi inventa cattedre per sistemare gli amici e gli amici degli amici. Interruttore di pubblico servizio sono tutte le Fernanda Decleva (mogli del nostro Vergognoso rettore) che pilotano concorsi per professori associati. E che non sempre si beccano, come in questo caso, un anno di reclusione per abuso d’ufficio dalla corte d’appello di Firenze.


    Assemblea studenti di Scienze Politiche
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