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Tra poco sarà votato il Disegno di Legge Quadro sull'Università. Sono previsti rettori manager, tagli e fondazioni private!


    La battaglia finale...Publica Universitas delenda est!

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    abz

    Numero di messaggi : 14
    Data d'iscrizione : 17.01.09

    La battaglia finale...Publica Universitas delenda est!

    Messaggio  abz il Lun Giu 08, 2009 8:06 pm

    Ebbene sì, siamo alla battaglia finale e ci arriviamo orfani di un alleato sincero...gli altri schieramenti in campo sono invece piuttosto chiari.

    Da una parte l'università: un accrocchio di elementi sparsi, rivaleggianti, impreparati, distratti dal suono di sirene inesistenti, facili all'incazzatura e all'indignazione ma altrettanto sensibili al fruscio distraente del denaro ed alle prospettive di effimere carriere. Dall'altra il governo: compatto, minaccioso, armato di tutto punto e smanioso di realizzare il proprio progetto. Al suo fianco sì, una schiera di alleati fedeli e minacciosi: confindustria e banche, ma soprattutto imprese rabbiose desiderose di spartire quanto prima le spoglie della preda... Il disegno di legge quadro in materia di organizzazione del sistema universitario è arrivato! Che la battaglia cominci!

    ...al massimo ci sarà da attendere appena dopo la tornata elettorale...non sia mai che una avventata proposta di riforma provochi una dispersione di voti a destra....

    Il disegno di legge quadro sull'università uscito nelle scorse settimane sembra l'assedio finale di una guerra logorante. Se l'attacco compiuto con la legge 133 (luglio '08) mirava a togliere i viveri all'università (attraverso i pesanti tagli ai finanziamenti operati dal ministero dell'economia ed aspramente contestati per tutto l'autunno) ora siamo di fronte all'attacco definitivo: quello che porterà allo smantellamento dell'università pubblica come l'abbiamo conosciuta, indirizzando alla trasformazione gli atenei con l'imperativo categorico della metamorfosi in fondazioni.

    Le riforme strutturali e la riforma del piano legislativo non tarderanno a venire.

    Fin troppo facile prevedere come andrà a finire: un bel decreto attuativo verso fine giugo o inizio luglio, con gli studenti distratti dalle sessioni d'esame e i docenti attratti dagli ombrelloni della riviera. Eccola lì, bella e pronta, l'università-fondazione, che a settembre ci ritroveremo a contestare con le spadine di legno tenute insieme da fili di spago... E sarà sempre troppo tardi. Abbandonati gli scenari apocalittici, bastano poche pagine (le prime cinque per l'esattezza) del “disegno di legge quadro in materia di organizzazione del sistema universitario” per farsi un'idea: nel titolo 1 infatti, “organizzazione del sistema universitario”, è racchiuso il piccolo kit della mutazione in fondazioni private delle nostre università. Gli atenei sono tenuti, entro sei mesi dall'approvazione della legge, a modificare i propri statuti in osservanza ai principi in essa specificati e ad attribuire quindi al rettore la rappresentanza legale dell'università e le funzioni di coordinamento, attuazione e vigilanza di tutte le attività istituzionali dell'ateneo (art.1, punto b). Il rettore sarà inoltre eletto o nominato (si, avete letto bene, nominato!!) tra i professori ordinari di università italiane in possesso di comprovata competenza ed esperienza di gestione, nel settore universitario o delle istituzioni culturali (art..1 punto c).

    Rettori-manager e rappresentanze

    Il bello viene all'art.1 punto g (chissà se casuale): attribuzione al CdA delle funzioni di programmazione strategica e gestione finanziaria e contabile dell'ateneo e della competenza ad adottare il regolamento di amministrazione e contabilità. In prosa: tutto il potere accentrato nelle mani dei consigli di amministrazione, i quali, però, non saranno più composti come ora, saranno invece formati da membri scelti tra personalità italiane o straniere in possesso di comprovate competenze in campo prevalentemente gestionale (?!). Emeriti sconosciuti di fama internazionale, in alcun modo affini all'università e alla didattica, come avviene nelle migliori fondazioni private. E ancora: del CdA potrà fare parte un solo studente e non eletto, ma nominato! E da chi? Non dagli studenti ovviamente, ma probabilmente dal rettore o da qualche cariatide del CdA stesso. Scordatevi quindi le nauseabonde vicende elettorali di SU, AU, CL e compagnia, non ce ne sarà più alcun bisogno! La Statale di Milano ha 60000 studenti, se ne troverà uno disposto a dire sempre di sì. Altre bella notizia: scompariranno i consigli di facoltà, il cui lavoro verrà assorbito dai dipartimenti (art.1 punto o) che diverranno il fulcro della vita universitaria sul piano didattico. Nel caso non vi sia chiaro il quadro e vi stiate chiedendo quale ruolo verrà riservato alle rappresentanze studentesche e dei lavoratori, vogliamo tranquillizzarvi: se dei lavoratori non c'è traccia, il legislatore istituisce un bel consiglio degli studenti con compiti di consulenza, proposta e verifica nei confronti degli organi centrali dell'ateneo. Altra questione sarà interrogarsi sulla forza contrattuale di questo nuovo organo consultivo.

    Epilogo

    Siamo ingenui se crediamo che la consulta d'ateneo (prevista al punto x dell'art.1) composta da rappresentanti del mondo culturale e imprenditoriale con compiti di proposta, iniziativa, verifica e di raccordo con le esigenze e le prospettive di sviluppo del sistema territoriale e socio-produttivo, diventerà il luogo di scambio tra i privati che finanzieranno le fondazioni universitarie e i manager dell'università? E che il difensore degli studenti (art. 1 punto x) si dovrà difendere egli stesso dall'attacco di studenti inferociti e indignati da questo progetto di università? Crediamo di no. Lo scenario è sconfortante. Mai come oggi ci sentiamo in dovere d'invitare a nuove ed incisive forme di opposizione contro questi progetti di riforma, pur coscienti della perdita di slancio e forza propulsiva subita dalla pur travolgente onda autunnale. Arginare l'impostazione autoritaria ed antidemocratica della legge quadro significa infine aprire al più presto uno spazio di confronto sul tema spinoso delle fondazioni di diritto pubblico: è con quest'ultimo appello che vi invitiamo (e ci impegniamo) a stare all'erta! Occorrerà mettersi in gioco sin d'ora, il nemico è alle porte e sicuramente non busserà prima di entrare...

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