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Tra poco sarà votato il Disegno di Legge Quadro sull'Università. Sono previsti rettori manager, tagli e fondazioni private!


    Ministero dell''Università e della Ricerca

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    Ministero dell''Università e della Ricerca

    Messaggio  Admin il Ven Nov 28, 2008 4:40 pm

    Sono Anna Adamolo
    sono il Ministro Onda dell'Istruzione, Università e Ricerca. Il mio compito è quello di tutelare l'istruzione e l'università italiana. Il mio primo impegno sarà il ritiro della Legge 133 e della legge Gelmini.

    Sono Anna Adamolo. Non capisco perché il mio ultimo bambino, che andrà a scuola fra sei anni, dovrà fare la scuola elementare con un maestro solo, mentre sua sorella da quattro anni studia con tre maestri, e sta imparando un sacco di cose.

    Sono Anna Adamolo. Sono single, e lavoro. Ho già passato le pene dell'inferno per trovare un posto all'asilo per mia figlia, ed ora che lei va alle elementari rischio anche di vedermi rubare il tempo pieno. Sono piena di rabbia: vorrei pensare anche alla mia formazione, per non restare sempre rinchiusa in un ruolo che mi sta stretto. Ma come si fa? Sembra di parlare di fantascienza in questo paese. Eppure non sarebbe difficile: basterebbe avere più asili nido, non essere discriminate sul lavoro quando si hanno dei figli, il tempo pieno magari anche alle medie.
    Sono Anna Adamolo. Mio figlio ha 17 anni, mi ha detto che domani ci sarà un'assemblea nella sua scuola. Discuteranno sul decreto Gelmini, cercheranno di capire perché vogliono tagliare i finanziamenti alle scuole pubbliche e lasciare inalterati quelli alle scuole private. Gli ho detto di ascoltare con attenzione, di decidere con i suoi compagni, e se vorranno occupare la scuola tutti insieme faranno bene a farlo. Sono molto preoccupata per il suo futuro.

    Sono Anna Adamolo. Ho 42 anni, un'abilitazione all'insegnamento e ho vinto il concorso per italiano e storia negli istituti tecnici. Faccio supplenze da sette anni. Ho vinto un concorso, ma non ho una cattedra. Mi sa che con questa nuova legge non ce l'avrò mai.
    Sono Anna Adamolo. Ho cominciato un dottorato di ricerca in fisica l'anno scorso, mi sono laureata con 110 e lode, il mio professore voleva farmi studiare a Livermore, ho preferito restare in Italia, mi piacerebbe, prima o poi, insegnare all'Università. Ho visto che in questa legge Gelmini è previsto che su cinque professori universitari che andranno in pensione, ne verrà assunto uno solo. Avrei fatto meglio ad andare a Livermore.
    Sono Anna Adamolo. Sono una studentessa universitaria, non avevo tanta fiducia nell'università, le istituzioni sono dei carrozzoni e ognuno deve arrangiarsi come può. Mi fa rabbia che vogliano tagliare tutti questi fondi all'università, quasi il 25% in cinque anni. Non ci possono ridurre sul lastrico, devo passare altri tre anni qui, forse cinque. Come faremo a studiare senza risorse, con i professori sempre più demotivati, e noi non contiamo niente, niente. Mi sono sentita meglio quando sono andata alle prime assemblee, ho fatto i cortei con le mie amiche e i miei amici, abbiamo occupato. è la prima volta che riusciamo a parlare davvero, che capisco come funzionano le cose. Sono più viva, adesso. Non voglio smettere di lottare finché qualcosa non cambia.

    Sono Anna Adamolo,
    dottoranda SENZA borsa di studio.
    Faccio ricerca per il nostro Paese a titolo completamente gratuito (melius: rimettendoci anche fra tasse per il "diritto allo studio", materiale per la ricerca, convegni fuori sede ecc.).
    Ho 28 anni e vivo ancora con i miei (credevano -erroneamente- che fare studiare la figlia le avrebbe garantito una vita migliore della loro).
    Ho 28 anni e non so cosa farò quando ne avrò 30 ed avrò conseguito il titolo di dottore di ricerca ...
    Probabilmente continuerò a fare questo lavoro (che amo) lontana che questo Paese (che inizio a detestare) !

    Sono Anna Adamolo,
    laurea in Fisica con 110 e lode e stipendio da 1000 euro come tecnico d'informatica in una scuola superiore dopo 5 anni di precariato. Lavoro con tante persone che quotidianamente si sbattono per tenere aperta la scuola tutti i giorni fino alle 18, per corsi, attività extra, sport, cultura.
    Gli slogan dei ministri Brunetta e Gelmini, le loro facili ironie sulla presunta "fannulloneria" di chi ogni giorno affronta una miriade di problemi umani di cui paiono non avere la più pallida idea non mi offende solo come lavoratrice della scuola, ma come cittadina.
    La legge 137 che mi toglie lo stipendio anche quando la visita fiscale abbia accertato che sono VERAMENTE malata mi sembra una misura lesiva della persona umana ancora prima che della condizione di lavoratore di un ambiente fortemente usurante, come quello della scuola, fatto di mediazioni, di rapporti umani intensi, di difficoltà legate alle poche risorse, in una parola di fatica fisica e mentale.
    La legge 133 una semplice mannaia per decapitare non solo scuola e università, ma la società tutta, nel suo punto nevralgico: quello in cui si producono le idee, si produce la tolleranza, si crea l'incontro tra le diverse opinioni, si generano riflessioni importanti e strumenti di conoscenza vitali per il paese.
    Perchè il ministro delle finanze, per sanare la crisi, non ha pensato di attaccare quel cumulo di centinaia di milioni di euro di evasione fiscale, e invece si è lanciato nel taglio dell'istruzione? Qualcuno glielo può chiedere?

    Sono Anna Adamolo,
    ho 44 anni, un figlio di 4 anni che probabilmente verrà parcheggiato a destra e a manca già dal primo anno di scuola elementare perchè conoscerà un solo maestro e perchè ovviamente le scuole non potranno farsi carico di allievi oltre l'orario scolastico.
    I Ministri tutti si "prodigano" affinchè il nostro Paese aiuti i più bisognosi, affinchè l'essere mamma non sia "d'intralcio" alla carriera lavorativa, ma i Ministri TUTTI hanno idea di quali siano gli stipendi medi degli italiani?
    Io sono una dipendente statale, guadagno circa 19.000 euro lordi l'anno e vivo sola con due figli.
    Non è più opportuno cercare di salvare gli "Italiani" dalla povertà?
    Lasciamo le riforme a chi di riforme se ne intende e non chiamiamo RIFORMA i tagli di spesa, non possiamo, BASTA con gli abusi da parte di chi non viene toccato mai.

    Sono Anna Adamolo,
    Sono una studentessa della specialistica di Genetica e Biologia molecolare, adoro quello che studio da 5 anni a questa parte e sogno un futuro in cui potrò sentirmi realizzata lavorando su ciò che mi appassiona.
    Dall'inizio dell'università ho sempre lavorato per mantenermi, nonostante vivo ancora con i miei genitori (purtroppo) e dunque non devo pagarmi l'affitto come tante altre persone che studiano qui alla Sapienza.
    L'anno prossimo comincerò un dottorato di ricerca all'estero, poiche' qui in Italia ci stanno toglieno ogni possibilità di realizzazione nell'ambito della ricerca.
    Spero un giorno di poter tornare nel mio paese, di potermi stabilire qui e mettere su famiglia, nel paese che amo, ma che sta subendo coltellate alle spalle ogni giorno di più.
    Spero che l'Onda non si fermi, io continuerò fino alla fine, sacrificando anche tanto tempo da levare allo studio e al lavoro di laboratorio e di preparazione della tesi, lo faccio non solo per me ma anche per mio fratello che ha appena iniziato l'università e che tra 3 anni non potrà continuare, perchè le tasse saranno troppo alte.
    Lo faccio per i miei futuri figli.
    Lo faccio per tutti gli italiani che purtroppo non si rendono contro di quello che sta succedendo.


    Sono Anna Adamolo,
    ho 50 anni e sono maestra di scuola dell'infanzia, quella scuola che con tanta fatica e impegno abbiamo portato come esempio nel mondo.
    Che ne sarà di questa scuola, dopo la 169?
    Ho due figlie alla scuola media, avranno le stesse chances di chi le ha precedute nel cammino dell'istruzione pubblica, dopo la "riforma" dell'università?
    Io, con loro, lotto e continuerò a lottare per una scuola pubblica, imparziale e multietnica.
    Lottiamo insieme!


    Sono Anna Adamolo,
    Sono un'insegnante di un istituto professionale di Torino da trent'anni sulle barricate, felice di fare questo lavoro ed orgogliosa dei risultati ottenuti.
    Sono una voce che da anni si rinnova, che usa le nuove tecnolgie in classe, che ha un dialogo continuo con gli studenti. Gli istituti professionali sono l'unico momento di riscatto per alcuni allievi, che arrivano da noi demotivati, da un ambiente sociale deprivato culturalmente e da situazioni famigliari spesso disastrose.
    Forse dovreste condividere la mia gioia nel vedere che molti si sono realizzati nel lavoro, anche grazie agli sforzi fatti da noi.
    Forse dovreste entrare nella mia 1b, dove ci sono 8 ragazzi straineri, uno appena arrivato dal Pakistan e che non spiacciava parola e adesso grazie ai suoi compagni italiani parla e impara scrivere.
    Forse dovreste venire in 1b dove il ragazzo disabile aiuta il pakistano e tutti, tutti hanno voglia di imparare. Credete davvero che nei licei questi ragazzi avrebbero l'opportunità di arrivare a un diploma? Se sì, si vi sbagliate; dopo neanche un mese di scuola verrebbero invitati a cambiare tipologia di studi e approderebbero, appunto da noi.
    Forse dovreste conoscere le mie ragazze marocchine, che l'anno scorso non parlavano italiano e ora parlano e scrivono meglio dei loro compagni. Perchè non dovebbero andare all'università? E pensate davvero che in questa classi si possa lavorare con 30 studenti e senza codocenze?
    Provate a venire nella mia scuola a fare un giro, provate a entrare nelle classi, dove tutti nella loro diversità rivendicano il diritto di imparare, e poi forse capirete.
    Non importa, il mio senso etico mi spinge a lavorare in tutte le direzioni per salvaguardare i miei allievi più deboli e il loro futuro.


    Sono Anna Adamolo.
    Ho due figli ed ho sempre lottato per il loro futuro. Da troppi anni la situazione sta degenerando in modo terribile e preoccupante. Ai giovani, studenti, dottorandi, ricercatori precari, professori, etc. vorrei dire: dovete lottare con tutta la vostra forza, non fatevi intimidire, non accettate di essere ridotti al silenzio.
    Avete dalla vostra parte la forza delle vostre ragioni, avete il diritto di poter studiare e di ricevere una istruzione adeguata. Avete diritto al vostro futuro, avete diritto alla speranza e alla possibilità di realizzare le vostre potenzialità. Siete voi la forza del nostro paese.
    Non dimenticatelo mai. I governi passeranno, ma siete voi che dovete decidere del vostro futuro, non lasciate che politici irresponsabili lo distruggano definitivamente. Coraggio, uniti e determinati, avanti così!
    La scuola, a qualunque livello, deve essere pubblica e non riservata ad una élite. Siamo con voi.

    Sono Anna Adamolo,
    NON SONO UN'INSEGNANTE PER CASO! Sono una precaria della scuola, ma non per caso! Ho partecipato e superato due concorsi pubblici e ho frequentato la SSIS, ottenendo in totale quattro abilitazioni. Da otto anni insegno e quando ho iniziato ho accettato di trasferirmi dalla mia terra e dai miei affetti. In questi anni ho acquisito competenze, ho fatto esperienze, aggiornamento continuo, spesso con corsi autofinanziati.
    Ho partecipato a progetti, ho proposto progetti alla scuola, ho stabilito contatti e rapporti professionali e adesso qualcuno mi dice che dal prossimo anno dovrò fare altro, non si sa bene cosa.
    Il decreto Gelmini è un taglio anticostituzionale. L'art. 3 della Costituzione recita: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [...] è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, [...] impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
    Bene, in questo momento la Repubblica non rimuove gli ostacoli, ma li crea, limita la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impedisce lo sviluppo della persona umana, e la partecipazione alla vita politica, economica e sociale del paese. Se il lavoro è un diritto, le scelte cieche di questo governo ledono il diritto di chi da anni lavora per lo Stato.
    Noi precari abbiamo servito il Paese come soldati sempre pronti e disponibili. Abbiamo accettato di essere usati come kleenex: nominati il 1 settembre e licenziati il 30 giugno senza lo stipendio estivo, abbiamo accettato di lasciare le classi in cui tanto avevamo creduto, in alcune grandi province non abbiamo usufruito delle 150 ore del diritto allo studio, abbiamo rinunciato ai 3 giorni di assenza per motivi familiari, ma tanto, i precari sono i meno assenteisti, altro che fannulloni!.
    Ebbene, dopo tali umiliazioni quello che sta accadendo adesso è inaccettabile! 130.000 cattedre in meno coinvolgono altrettante famiglie, ma i cittadini coinvolti saranno molti di più.
    Il decreto Gelmini colpisce i soggetti più deboli della società: donne e bambini. E' una legge maschilista frutto di un pensiero retrogrado che non trova supporto in nessuna teoria pedagogica, colpisce i bambini propinando il pensiero unico del consumatore che professa l'avere piuttosto che l'essere.
    Non è una manovra grave solo per la scuola, ma per la società. E' uno tzunami, sul nostro Paese ma la protezione civile non sente l'SOS e non viene a soccorrerci!

    Continua

      La data/ora di oggi è Mar Ott 23, 2018 11:30 am