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    Centri Sociali Milano - La scelta della giunta Moratti - Paranoie di un Cane Malato

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    E se rimanesse aperto solo Cuore Nero?

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    Centri Sociali Milano - La scelta della giunta Moratti - Paranoie di un Cane Malato

    Messaggio  Admin il Dom Gen 25, 2009 3:18 pm

    Ho trovato su Repubblica, nella sezione locale di Milano questo articolo,
    http://milano.repubblica.it/dettaglio/Il-repulisti-degli-sgraditi/1579812,
    scritto da
    Ivan Berni.

    Esso è molto interessante, e fa strada ad un sospetto.
    Perchè il Comune di Milano è tutto intento a far sparire Spazi Sociali ma apre le porte a Cuore Nero in via Pareto a Milano?

    Si parla di ripristinare la legalità (by DeCorato) si cacciano quattro punkabbestia con i cani, persone amanti della lettura e qualche birra, e si lascia che nasca il secondo centro sociale fascista d'Italia. Io mi vergogno un pò.

    Mi sono fatta un giro nel blog di Cuore Nero e ho scoperto che tengono una radio on.line, hanno magliette da vendere, ed eventi organizzati fino al Luglio 2009.

    Perchè si dovrebbe preferire un Centro Sociale di destra piuttosto che di sinistra?
    Io sono sicura che se il Comune avesse lasciato aperti tutti i Centri Sociali non si sarebbero verificate violenze (che fino ad ora non ci sono state.. ma stiamo attenti a provocare un pò troppo le persone), le persone non si sarebbero sentite minacciate e non si sarebbero mobilitate.

    Sgomberando, o almeno, tentando di sgomberare il CS Cox18, hanno provocato un movimento, dettato dalla necessità di proteggere quel poco ancora nelle mani di chi ha a cuore quei luoghi: perchè va a berci una birra, perchè ci suona, perchè si può leggere un libro o incontrare gli amici.. senza creare problemi a nessuno.

    Ora questo movimento si è ricompattato, chi si doveva muovere si è mosso, sommando i ragazzi No133, i precari dei callcenter, le bidelle incazzate e gli incappucciati.. Fanno un pò di persone.




    .. Possiamo anche farci un'idea del movimento nazi-fascista:
    Clicca per avere un'idea..

    Questo è un simpatico volantino di un evento per Carnevale...


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    Alfredo Jaar pro Cox 18

    Messaggio  Admin il Ven Gen 30, 2009 1:08 pm

    Da Indymedia

    Alfredo Jaar, l'artista fino a pochi giorni fa in mostra all'Hangar Bicocca e allo Spazio Oberdan con It's difficult e con la serie Questions questions (in cui si chiedeva: "cos'è la cultura?" "la cultura è emergenza?" "in cerca della cultura a Milano".) ha scritto un testo in difesa di Cox 18 in cui invita tutti i milanesi a difendere lo spazio e definisce lo sgombero un "crimine e vero e proprio".
    vi preghiamo di diffonderlo con ogni mezzo.


    Il divario tra la cultura italiana e la situazione attuale è scioccante e aumenta di giorno in giorno.
    Questo vuoto è causato da numerosi problemi strutturali, come l’assegnazione politica di posizioni culturali che vengono rimpiazzate da ogni nuovo governo. In queste circostanze la continuità e la profondità dell'impegno sono impossibili.
    Un altro problema che non si riesce ad affrontare è la mancanza di musei d'arte contemporanea e di istituzioni simili, completamente dedicati alle arti visive e alla cultura. Se paragonati per esempio a quelli di Germania, Francia o Spagna, i numeri dell'Italia sono incredibilmente miseri. Questo è davvero drammatico e assurdo.
    Ciò ha penalizzato enormemente la visibilità nel mondo degli artisti e degli intellettuali italiani, che sono costretti a emigrare.
    Di fronte a un panorama talmente triste e desolato, gli artisti e gli intellettuali italiani sono stati costretti ad affrontare in prima persona questo impellente argomento. È una questione di pura sopravvivenza.
    È così che sono nati luoghi come Cox 18. Creati da artisti e da intellettuali per artisti e intellettuali, sono gli spazi culturali più generosi delle città e hanno un ruolo fondamentale di cui non si fa carico nessun'altra istituzione. Sono spazi aperti, liberi, multidisciplinari e democratici. Cox 18 è un centro sociale storico che ospita anche la libreria Calusca e l'Archivio Primo Moroni. Cox 18 e altri spazi, come per esempio la Casa degli Artisti, hanno un'importanza vitale per la sopravvivenza della cultura italiana. Una cultura viva deve essere creatrice e Cox 18 crea cultura, la condivide con tutti i milanesi e gli italiani. La protegge. La accudisce con tenerezza. La cultura è la sua raison d’être.
    Cox 18 è uno spazio di speranza.
    Oggi si trova sotto l’assedio di un governo autenticamente fascista, che non capisce il termine cultura. Che non riconosce la cultura come elemento fondamentale della vita.
    La mia opera artistica non esisterebbe senza Gramsci, Pasolini o Ungaretti. Quando ho creato il mio progetto pubblico Questions, Questions per le strade di Milano, stavo rendendo partecipi i milanesi delle mie paure in merito alla cultura italiana. L’attuale realtà di Cox 18 e di altri spazi simili sono una drammatica conferma di questi timori.
    Milano si deve mobilitare per fermare questo crimine. Perché si tratta di un crimine vero e proprio, perpetrato davanti ai nostri occhi increduli. Ci sono già stati fin troppi delitti. Ora basta. La cultura italiana si merita di meglio.

    Alfredo Jaar, 29 Gennaio 2009

    (traduzione di Andrea Scarabelli)




    The gap between Italian culture and its present reality is shocking and growing every day.
    This vacuum is caused by many structural problems like the political appointment of cultural positions that are replaced with every new government. Under these conditions continuity and depth are impossible.
    Another intractable problem is the lack of contemporary art museums and similar Institutions fully dedicated to the visual arts and culture. Compared to Germany, France or Spain, for example, the numbers for Italy are incredibly poor. It is truly dramatic and absurd.
    This has greatly affected the visibility of Italian artists and intellectuals around the world. They are forced to emigrate.
    In the face of such sad and desolate panorama, Italian intellectuals and artists have been forced to take this urgent matter in their own hands. It is simply a matter of survival.
    This is how institutions like Cox 18 were born. Created by artists and intellectuals for artists and intellectuals, they are the most generous cultural spaces of the city and play a fundamental role that no other institution plays. They are open, free, multi-disciplinary, and democratic. Cox 18 is an historical social center that also hosts the bookstore Calusca and the archives of Primo Moroni. Cox 18 and other institutions like Casa degli Artisti for example, are vital for the survival of Italian culture. A living culture is one that creates, and Cox 18 creates culture, and shares it with all the citizens of Milan and Italy. It preserves it. It cherishes culture. Culture is its reason d’etre.
    Cox 18 is a space of hope.
    Today it finds itself under assault by a truly fascist government that doesn’t understand the word culture. That doesn’t recognize the concept of culture as a fundamental element of life.
    My work as an artist would not exist without Gramsci, Pasolini or Ungaretti. When I created my public project Questions, Questions for the streets of Milan, I was sharing my fears about Italian culture with the citizens of Milan. The present reality of Cox 18 and the others is a dramatic confirmation of those fears.
    Milan must mobilize to stop this crime. Because it is truly a crime being perpetrated in front of our incredulous eyes. They have been too many crimes already. Enough is enough. Italian culture deserves better.

    Alfredo Jaar, 29 Jenuary 2009




    Nato a Santiago del Cile nel 1956, dove ha compiuto studi di architettura e di regia cinematografica. Si trasferisce a New York nella metà degli anni ’80, dove attualmente vive e lavora.

    Il suo lavoro è stato esposto in alcuni tra i più importanti musei d’arte contemporanea internazionali e all’interno di grandi eventi espositivi come le biennali di Parigi (1982), Venezia (1986), São Paulo (1987), Johannesburg, Sydney (1990), Istanbul e Kwangju (1995) o Documenta 8 (1987) e Documenta 11 (2002) di Kassel.

    Tra le più importanti esposizioni dell’artista si segnalano: nel 2003 > The New Museum, NY, Whitney Museum, NY; Palais des Beaux Arts, Brussels ; Rotterdam Photo Biennale; Gallery of Modern Art, Glasgow; 2002 > Baltic Art Center; Fundacion Joan Miró; 2001> Progetto pubblico - Fukuroi; Palazzo delle Papesse, Siena; Museo de Arte Moderna, Sao Paulo; 2000 > Progetto pubblico - Skoghall, Echigo-Tsumari Triennial, Niigata; Tijuana-San Diego; BildMuseet, Umea; 1999 > Progetti pubblici per Montreal; Sant Boi; Barcelona; Wereldwijd, Antwerp ; MIT Visual Arts Center, Cambridge; 1998 > Progetto pubblico - Stoccolma ; Gesellschaft fur Aktuelle Kunst, Bremen; 4th International Foto-Triennale, Esslingen; National Gallery of Canada, Ottawa; 1997 > Setagaya Museum, Tokyo; Yokohama Museum of Art; 1996 > Kunsthalle Dusseldorf; MUHKA, Antwerp; MOMA, NY; 1995 > Museum of Contemporary Photography, Chicago; Ludwig Museum, Cologne; Museum of Contemporary Art, Helsinki; Palais des Nations, Geneva ; 1994 > Moderna Museet, Stockholm; Frankfurter Kunstverein, Frankfurt; 1993 > Center for Fine Arts, Miami; 1992 > The New Museum, NY; Whitechapel Art Gallery, London; Museum of Contemporary Art, Chicago; Pergamon Museum, Berlin; 1989 > Brooklyn Museum, NY; Magiciens de la Terre, Centre George Pompidou, Paris.

      La data/ora di oggi è Sab Lug 21, 2018 8:28 pm